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  • Immagine del redattoreGiovanni Sabattini

REFF PRE-FESTIVAL 3 MARZO: PABLO DI NEANDERTHAL di A. MATARAZZO

Aggiornamento: 15 feb 2023


Venerdì 3 marzo alle 21,00 presso l’ex-lavatoio di Vignola, in collaborazione con il Comune di Vignola e il ViaEmiliaDocFest dopo l’anteprima a Notti Veneziane (Giornate degli Autori) e la partecipazione a diverse altre rassegne in Italia e all’estero presentiamo Pablo di Neanderthal (2022), ultima fatica di Antonello Matarazzo alla presenza del regista e di Bruno Di Marino (co-sceneggiatore del film).


  • PABLO DI NEANDERTHAL (2022), Antonello Matarazzo (Italia)

Pablo di Neanderthal vuole raccontare l’estetica di Echaurren con un occhio particolare, legando il suo lavoro odierno – ma anche quello passato – all’evoluzionismo umano. Pablo Echaurren è un artista visivo, illustratore, nonché saggista. Da alcuni anni, ha deciso di ritirarsi dal mondo dell’arte pur continuando a realizzare opere per il suo esclusivo piacere. Dal 2019 costruisce scatole con materiali vari, che ruotano intorno a due ossessioni in apparenza scollegate tra loro: Marcel Duchamp e l’uomo di Neanderthal. Da qui prende il via il documentario sperimentale che - oltre a rileggere l’immaginario di Echaurren - esplora le molteplici relazioni tra arte, evoluzionismo e bricolage. La teoria dalla quale Echaurren parte è che centinaia di migliaia di anni fa l’uomo di Neanderthal e l’Homo Sapiens si sono trovati a convivere per un certo arco di tempo, alla fine del quale ha prevalso quest’ultimo, con le conseguenze evolutive che tutti abbiamo sotto gli occhi. Siamo abituati a pensare secondo un luogo comune che Neanderthal sia sinonimo di primitivo e involuto, mentre il Sapiens distingua l’uomo dalla scimmia. Ma non è così. Da alcune scoperte degli ultimi decenni, ad esempio, è emerso che l’uomo di Neanderthal aveva caratteri non aggressivi e si prendeva cura dei suoi simili, fino a dargli degna sepoltura. Cosa sarebbe successo se l’uomo di Neanderthal fosse prevalso sull’Homo Sapiens? Come si sarebbe sviluppata la nostra specie? A queste e ad altre domande, come il rapporto tra l’arte e la morte o anche la relazione/conflitto tra i padri (intesi come genitori ma anche come antenati) e i figli, il film tenta di dare una risposta.


Segue Q&A con gli autori presenti in sala.


Antonello Matarazzo è pittore, regista e video artista, esponente del Medialismo. I suoi video sono stati accolti da numerosi Festival cinematografici italiani e internazionali, alcuni dei quali come la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, Festival de Cine de Mar del Plata e Festival Signes de Nuit hanno proposto sue retrospettive. Nel 2019 l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana ha programmato un suo focus presso la Galeria Kombëtare e Kosovës di Pristina. Il nucleo della sua ricerca si fonda sull’equivocità tra immagine fissa e movimento, il trait d’union tra pittura e video-installazioni è costituito dall’inclinazione nell’indagare aspetti introspettivi e antropologici. Il suo lavoro è stato presentato alla 53° e 54° Biennale d’Arte di Venezia.


Bruno Di Marino, storico dell’immagine in movimento, curatore, saggista, dal 1989 si occupa in particolare di sperimentazione audiovisiva. E’ titolare della cattedra di Teoria e metodo dei Mass Media presso l’accademia di Belle Arti di Roma. Tra i volumi da lui scritti o curati ricordiamo: Sguardo inconscio azione - cinema underground e d’artista a Roma (1965-1975), Lithos, Roma 1999; Studio Azzurro - Tracce, sguardi e altri pensieri (Feltrinelli, 2007); Pose in movimento. Fotografia e cinema (Bollati Boringhieri, 2009); Segni sogni suoni. 35 anni di videomusica da David Bowie a Lady Gaga (Meltemi, 2018); Nel centro del quadro. Per una teoria dell’arte immersiva dal mito della caverna alla VR (Aesthetica, 2021).







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